L’inflazione è lontana dal 2%, giù l’ Euro.

L’ inflazione è lontana dal 2%, obiettivo dichiarato nello statuto della Banca Centrale Europea.

Questo, e non solo, è quanto ha detto ieri Mario Draghi nella conferenza tenutasi dopo aver comunicato che i tassi a breve termine sull’ Euro restano a zero.

Per il 2018 l’inflazione è prevista all’ 1,5%; a causa di ciò proseguono intatte, ha detto sempre Draghi, le politiche accomodanti della BCE, in primis il quantitative easing; QE che comunque continuerà sicuramente fino al mese di Settembre 2018.

Confermato anche il tasso sui depositi, che continua ad essere negativo (- 0,4%) ormai ininterrottamente dal mese di Giugno 2014.

Tutto come previsto insomma; gli analisti non si aspettavano decisioni diverse da quelle comunicate da Draghi, ed hanno avuto ragione.

Il persistere di questa situazione, cioè il fatto che l’economia dell’ Euro zona necessiti ancora di stimoli monetari, con un’ inflazione lontana dal 2%, ha fatto deprezzare sul Forex la valuta unica; principalmente nei confronti del Dollaro americano.

Nella sola giornata di ieri l’ Euro, paragonato alla valuta statunitense, ha “ceduto” 58 pips; e siccome le parole di Draghi erano ampiamente previste, il ribasso dell’ Euro era già stato significativo il giorno precedente e prosegue ancora mentre scrivo.

Di seguito lo screenshot daily di EUR/USD:

in tre giorni l’ Euro si è deprezzato nei confronti del Dollaro americano di più di 160 pips.

In questo momento, l’ Euro ha rotto il supporto statico in area 1.2080; a fine giornata, quando cioè si avrà il prezzo di chiusura della candela daily, vedremo se si tratterà di una rottura effettiva o solo di un test di questo livello.

Al di là di questo, comunque, non si segnalano spunti operativi sul pair principale del Forex market; se non si verificherà un ritracciamento significativo dopo il forte rally ribassista degli ultimi tre giorni, seguito da un chiaro segnale d’ingresso, non si potrà considerare alcun ingresso a mercato.

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