La separazione Banca d’Italia-Ministero del Tesoro.


La separazione Banca d’Italia-Ministero del Tesoro si compì nel 1981;
colui che materialmente sancì tale separazione fu l’allora Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta.

Fino ad allora la Banca d’Italia aveva l’obbligo di acquistare i titoli di Stato emessi dal Ministero del Tesoro.

Rappresentava, questo, un sistema tanto semplice quanto efficace per mantenere sotto controllo il debito pubblico nazionale; non solo…

era anche, più in generale, un modo per mantenere intatta la propria sovranità nazionale.

Tant’è che al giorno d’oggi un grande Paese come il Giappone, pur avendo il debito pubblico più alto del mondo, circa il 250% sul PIL, può continuare a emettere titoli di Stato che la Banca Centrale del Giappone (BoJ) acquista e poi, in parte, ricolloca sul mercato.

Ad oggi il 91% del debito pubblico giapponese è così distribuito:

  • 43% BoJ;
  • 47% banche e Fondo pensione nazionale;
  • 1% soggetti privati (risparmiatori);

il rimanente 9% è in mano ad investitori stranieri vari.

E’ chiaro quindi che la separazione Banca d’Italia-Ministero del Tesoro ha obbligato lo Stato italiano a trovare altri acquirenti per i propri Titoli di Stato; ovvero altri finanziatori del proprio debito.

Fu così che lo Stato cominciò a collocare i propri Titoli sui mercati finanziari; qui però i soggetti a cui lo Stato si rivolgeva erano privati e i tassi di interesse che chiedevano erano molto più elevati.

Cifre alla mano, nel 1981 il debito sul PIL era al 60.1%; dopo dieci anni, nel 1990, era al 94.8%.

Tra il 1991 e il 1992 il debito pubblico italiano superò la soglia del 100% attestandosi nel 1993 al 115.1% e nel 1994 al 121.2%.

Da allora, e fino ai giorni nostri, il debito pubblico non è mai più sceso sotto la soglia del 100%.

L’Italia paga un interesse sul debito di circa 70 miliardi di Euro ogni anno;

per pagare tali interessi, solo gli interessi sia chiaro, il debito rimane inalterato, utilizza una valuta, l’Euro, che prende in prestito dalla BCE e sulla quale c’è a sua volta un interesse.

L’Italia di fatto paga un interesse sul debito con una valuta debito…

la qual cosa è tecnicamente impossibile.

Verrebbe giustamente da chiedersi perché allora, nel lontano 1981, sia stata decisa la separazione Banca d’Italia-Ministero del Tesoro e quali potrebbero essere le manovre da attuare ora per iniziare ad invertire la rotta.

Questi argomenti, però, magari saranno forse oggetto di un altro articolo.

Ti prego di lasciarmi un commento se ritieni utile quest’articolo, grazie.


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