La BCE ridimensiona Bankitalia.

La BCE ridimensiona la quota della Banca d’Italia nel proprio capitale dal primo Gennaio prossimo.

E’ questa la notizia che circola da lunedì scorso negli ambienti politico-economici.

Attualmente l’Italia detiene il 12,31% del capitale totale della BCE; dal primo Gennaio 2019 la quota di Bankitalia scenderà all’11,8%.

Va ricordato che ogni Paese membro dell’UE detiene una propria quota nel capitale della BCE;

L’istituto di Francoforte ha comunicato che tra le banche che posseggono una quota capitale, 16 di queste vedranno quest’ultima aumentare mentre le altre 12, tra cui appunto l’Italia, la vedranno diminuire.

Con la diminuzione della propria quota capitale, l’Italia vede automaticamente diminuire anche, in proporzione, la quantità di titoli di Stato che la BCE potrà acquistare durante il “quantitative easing”;

questa, per un Paese fortemente indebitato come l’Italia, non può certo dirsi una buona notizia.

Qualcuno, tra gli addetti ai lavori, da a questa decisione una lettura più politica che economica, visti i recenti scontri verbali che il Governo italiano ha avuto con il Parlamento europeo;

anche perché a fronte di una diminuzione della quota capitale dell’Italia, ci sarà un aumento della quota capitale, ad esempio, della Germania.

Al di la di questa, che può essere soltanto un’illazione, rimane comunque il dato di fatto: ossia che la BCE ridimensiona Bankitalia.

Sul Forex, l’Euro non sembra aver scontato più di tanto la notizia.

L’EUR/USD, pair di riferimento del mercato valutario, continua a muoversi, come ho avuto modo di scrivere in un recente articolo, in fase di lateralità da quasi sei settimane, tra il supporto in area 1.1300 e la resistenza in area 1.1450;

la rottura di questa fase potrà fornire nuovi spunti, sia analitici che operativi, in un contesto, si, laterale ma con un’impronta di natura ribassista.

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