Il trading è un business.

Dire che il trading è un business, al giorno d’oggi, può sembrare un azzardo per alcuni e un’ovvietà per altri.

Un azzardo, per chi non conosce la materia o per chi ne ha sentito parlare in maniera vaga o, ancora, per chi ha praticato il trading con scarsi risultati e, avvilito da questi, ha mollato definitivamente;

un’ovvietà, per chi invece lo pratica e, nel farlo, ottiene risultati concreti.

Dunque? Qual è la verità?

Spesso la verità sta nel mezzo, come la virtù.

In che senso? Nel senso che il trading è un business, o perlomeno può diventarlo, se si ha nei suoi confronti il giusto approccio.

Se lo si pratica con approssimazione e senza una solida preparazione di fondo, allora certo che il trading è un azzardo; ed è un azzardo con cui ci si può fare decisamente male.

La differenza, quindi, come sempre accade, la fa la persona, o meglio il suo approccio mentale;

il trading è uno strumento e, per sua stessa natura, è inanimato, sta li; non è ne buono ne cattivo.

Se quindi, chi si avvicina al mondo del trading, lo fa con il giusto “mind setting” allora si che il trading può diventare un business.

E qual è il giusto “mind setting”?

Intanto, prima ancora di partire, bisogna già considerare il trading un business perché così facendo si ha quella giusta dose di reverenzialità nei confronti di una materia ancora sconosciuta.

Dopodiché, bisogna capire quali strade intraprendere per far si che una materia ancora sconosciuta diventi pian piano familiare fino al punto da diventare completamente nostra.

Ancora oggi, l’unica strada da intraprendere per ottenere le giuste competenze è lo studio;

è l’unico sistema per fari si che il processo di apprendimento al trading, che in futuro ci porterà ad essere operativamente indipendenti, sia valido.

Studiare, non c’è altra strada.

Per la mia esperienza, posso dire che la cosa migliore da fare è quella di scegliere un coach da cui farsi affiancare per acquisire le competenze di base;

una volta ottenute quelle, con le quali appunto essere indipendenti, si può decidere in assoluta autonomia quanto crescere professionalmente e fin dove spingersi.

Soprattutto all’inizio è sbagliato frequentare più corsi o affidarsi a più coach contemporaneamente:

bisogna scegliere una strada e percorrere solo quella; quando poi si sarà ottenuta l’autonomia operativa, allora si potrà decidere di ampliare le proprie competenze frequentando corsi sempre più specifici ed addentrati.

Costa? Si, e non poco.

A me però hanno insegnato che se la cultura, tecnica in questo caso, costa…beh, l’ignoranza costa molto di più.

Il trading è un business, e chi decide di intraprenderlo deve essere consapevole che l’investimento migliore che si possa fare è, appunto, nella conoscenza.

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