Draghi ha confermato le aspettative, crolla l’Euro.

Draghi ha confermato le aspettative della vigilia; nella conferenza di mercoledì sera, 13 Giugno, il Presidente della BCE ha comunicato che:

  • a dicembre 2018 terminerà terminerà il Quantitative easing;
  • già a partire da ottobre il programma di acquisti di titoli di stato sarà ridotto da 30 a 15 miliardi di euro al mese;
  • i tassi d’interesse rimarranno invariati sicuramente fino all’estate del 2019. Anche il tasso sui depositi rimane invariato a -0.40.

In una nota, però, il Presidente Draghi ha anche comunicato che alcuni Paesi in particolare difficoltà, tra cui l’Italia, potrebbero ricevere un ulteriore stimolo monetario fino all’estate del 2019.

Sarà stata forse quest’ultima notizia, decisamente inattesa, fatto sta che l’Euro è letteralmente crollato. Di seguito lo screenshot del pair EUR/USD daily:

nella sola giornata di giovedì 14 Giugno la moneta unica ha ceduto al Dollaro americano 225 pips; complice anche, forse, la quasi contemporanea stretta monetaria decisa dalla FED il giorno prima.

A fronte di ciò, naturalmente, va sottolineato il forte apprezzamento del Dollaro americano che, in termini operativi, conferma un’ opportunità di trading sul pair AUD/USD di cui avevo parlato qui e che vorrei rianalizzare ora.

L’operazione è sul grafico weekly. Qui, come ho scritto, se si fosse formata una pinbar d’ inversione ribassista in un punto caldo del grafico, ovvero in prossimità del livello statico in area 0.7660, sarebbe stato corretto inserire un ordine a mercato di tipo short.

Ebbene, a chiusura di settimana la pinbar si è effettivamente formata, com’è possibile vedere nello screenshot weekly in basso:

quindi, sugli estremi di quella pinbar, l’eventuale ingresso a mercato short avrebbe dato esito positivo fin da subito.

Alla chiusura del mercato di venerdì scorso, 15 Giugno, sarebbe stata buona norma per il trader avveduto spostare lo stop oltre il punto d’ingresso e rimanere a mercato senza più rischiare il proprio capitale.

La settimana appena conclusa è stata foriera di importanti notizie a livello macroeconomico; la FED ha alzato i tassi e Draghi ha confermato le aspettative sull’Euro. Tutto ciò ha certamente influenzato i mercati finanziari, compreso il Forex.

Tuttavia, all’importanza delle notizie macroeconomiche, bisogna sempre associare un’attenta e scrupolosa analisi tecnica; se abbiamo una “coerenza” di contenuti, abbiamo un elemento in più a nostro favore.

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