Doppio massimo su USD/CAD

Doppio massimo sul pair USD/CAD. Una delle più importanti figure d’inversione conosciute nell’analisi tecnica si è formata su USD/CAD.

Diamo un’occhiata allo screenshot del grafico weekly per entrare meglio nello specifico di questo pair.

Nell’immagine sopra possiamo notare:

  • il movimento in trend di USD/CAD, movimento che ha avuto la sua origine nel maggio 2016; come si può notare il prezzo ha “testato” varie volte la trend line;
  • il rallentamento che si è verificato nelle ultime settimane e che ha dato origine alla formazione del doppio massimo, evidenziato dalle due ellissi;
  • la rottura della trend line, chiaramente identificata come supporto dinamico, e quella del supporto statico in area 1.32, nonché il “test” del successivo supporto in area 1.3047/50.

E’ ovviamente prematuro parlare di avvenuta inversione del trend, ma certamente i segnali “tecnici” pare si stiano muovendo tutti nella stessa direzione.

Una valutazione di natura puramente tecnica va sempre opportunamente coniugata, secondo me, con una valutazione di natura macroeconomica.

Nel nostro caso le valutazioni di natura macroeconomica da fare sono due, una per il Dollaro americano e l’altra per il Dollaro canadese.

Nella conferenza stampa di ieri il neo Presidente Trump è stato molto vago riguardo agli stimoli che intende dare per rilanciare in maniera ancor più decisa l’economia americana; certo si attende l’insediamento del 20 gennaio prossimo, ma intanto l’USD ha rallentato.

Contestualmente a ciò è stata resa nota la notizia, riportata dal sito www.wallstreetitalia.com, che i Paesi appartenenti all’ Opec hanno cominciato concretamente a tagliare la produzione di greggio. Questo ha fatto si che la quotazione del petrolio ricominciasse a salire.

Nel Forex market è nota la correlazione diretta che esiste tra il petrolio e il CAD, quindi una notizia del genere potrebbe ulteriormente far apprezzare la valuta canadese e, di conseguenza, spingere affinché il trend sul pair USD/CAD inverta definitivamente.

Ovviamente non sappiamo se ciò accadrà, bisogna monitorare il mercato, sempre e comunque. Fatto sta che in questo caso la valutazione tecnica e quella macroeconomica viaggiano di pari passo.

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